venerdì 20 settembre 2013

Mi sono presa una pausa ...

Ebbene si, sapevo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato ... e il mio primo post da questo punto di vista era stato molto lungimirante, quasi profetico:
"Al momento ho qualche asso nella manica (interessante? Chi lo sa!), ma se tra un mese o due dovesse venir meno l’ispirazione … allora penso che farò quello che tutti fanno quando sono in difficoltà, tornano alle origini, nel mio caso: leggere, leggere, leggere."

Oltre che dalla lettura, le mie celluline grigie sono state impegnate in tante altre esperienze, interessi e qualche "impegno inderogabile". 
L'importante comunque è non stare mai, mai, mai fermi!!! 
Ci si rivede, a presto! XXX

giovedì 20 giugno 2013

Il post che tutti vorremmo scrivere ... prima o poi

Festeggiare il decimo compleanno da blogger con più di 2000 post all'attivo è un sogno che, per me, scribacchina dell'ultima ora prestata alla blogosfera, probabilmente resterà solo un'utopia. Se poi a fianco alla grande quantità di contributi, mettiamo una sostanziosa esperienza, qualità ed approfondimenti, allora passiamo con un balzo ad un altro livello, quello delle grandi firme della scrittura.

Luisa Carrada, il 13 giugno, ha spento dieci candeline sulla torta di compleanno del  suo "Mestiere di Scrivere" e per festeggiare ieri ci ha regalato un post pieno di energia, che si legge tutto d'un fiato. 
In "dieci anni e sei giorni" ripercorre motivazioni, evoluzioni, interessi paralleli, professionali e personali, che fanno del suo blog uno dei più seguiti da chi della scrittura ha fatto un lavoro, ma anche una passione.

MdS è sempre fonte di grande ispirazione per molti altri blogger, professionisti, e "manovali della scrittura", un po' come me. Il suo punto di forza sta sicuramente nel non risparmiarsi. Tanto, di ciò che molti pseudo-esperti dal braccino corto tengono gelosamente celato, viene  qui generosamente condiviso, per essere fruito, commentato e divulgato liberamente.

Il perché di questo fluire ininterrotto di post, Luisa Carrada lo spiega così. E noi non possiamo che darle ragione: 

"Puoi leggere mille libri pratici e ispiratori, ma impari davvero solo quando hai unicamente le tue parole per raccontare il tuo mestiere agli altri. Scrivere un post mi ha aiutata a mettere a fuoco un problema, a dare forma a quella che era solo un’intuizione. Analizzare un testo che mi piaceva mi ha allenata nello smontaggio e rimontaggio, perché un testo è una macchinetta comunicativa con grandi e piccoli ingranaggi, che deve funzionare come un orologio."

Sei anni di pillole giornaliere del "Mestriere di Scrivere" mi hanno educato alla semplicità, mi hanno fatto conoscere tanti altri ottimi maestri, ma soprattutto mi hanno insegnato ad allenare i polpastrelli allo smontaggio e rimontaggio delle frasi ed ad addomesticare l'orecchio alla musicalità dei testi.

Tanti auguri dunque e lunga vita a MdS e un consiglio: seguitelo, seguitelo, seguitelo!

lunedì 13 maggio 2013

Motori meritocratici

“Gli scrittori e i copy possono sorridere, perché Google premia quel che ci siamo sempre sforzati di fare: scrivere testi originali, interessanti, di buona qualità.
Quello che possiamo fare noi onsite, cioè direttamente sul sito, non è molto. Una fettina del 20%. Tutto il resto dipende da quanto piaceremo al resto del mondo, se vorrà linkarci, citarci e parlare di noi”.

Meritocratico.
Ecco qual è stata la prima parola che mi è venuta in mente quando ho letto il post che Luisa Carrada ha pubblicato sul suo blog, riprendendo le raccomandazioni di Piersante Paneghel di Search Brain nella sua relazione al Web Marketing Fundamentals.

Finalmente qualcuno lo dice chiaro e tondo: al di là dei “trucchetti”, il vero SEO si fa con la qualità dei contenuti, che devono essere:
  • Chiari 
  • Precisi
  • Senza errori  

A voler essere del tutto onesti, anche Alessandra Farebegoli si è più volte sgolata sull'argomento durante il Digital Update veneziano, al quale ho partecipato lo scorso ottobre, continua a farlo sul suo blog e di sicuro non è l'unica.
Il suo: “FORSE le persone vogliono acquistare “raffinate emozioni” ma SICURAMENTE poi googlano “divani in pelle” è diventato un must, che sintetizza la necessità di pensare alle vere esigenze dell’utente e non solamente alla nostra vanagloriosa smania di essere “leader del mercato”.

E’ovvio che alcune accortezze rimangono valide: 
  • Attenzione al Tag Title e alla Tag Descrition
  • No alle interfacce in Flash e alle parole-chiave infilate a casaccio 
  • Creare testi dei link “naturali” dentro al testo, non necessariamente circondati da keyword.  

come del resto ci insegnano gli esperti qui, ma almeno per ora, sembra vincere il lato “umano” del web … per fortuna.

lunedì 25 marzo 2013

Onore alla noia (lo dice la scienza)


Lo stato di immobile attesa nella monotona hall di un hotel in un lunedì piovoso, che segue una domenica altrettanto grigia e piovosa, non può che portare l’occhio a cadere sul titolo di fondo del Corriere: “Elogio alla noia (che rende creativi)”, incuriosita scorro il quotidiano e arrivo a pagina 23, dove trovo il sottotitolo, che si conforma perfettamente al mio stato e alla sensazione che il weekend mi ha lasciato: “… quei pomeriggi che ci hanno resi creativi”.

L’inglese Teresa Belton, esperta di problemi dell'infanzia e dell'apprendimento, ha messo finalmente, numeri e statistiche alla mano, nero su bianco una delle teorie che da sempre, ma senza alcun supporto scientifico, sostengo: i bambini non devono assolutamente essere privati del tempo per annoiarsi, ovvero del dolce far niente che lascia spazio alla costruzione di castelli in aria e alle fantasie più incredibili.
La frenesia di voler impegnare all'infinito i pomeriggi e i fine-settimana di bambini e ragazzi esprime spesso la volontà dei genitori di mettersi la coscienza a posto: “mio figlio è al corso di nuoto; di lui si occupa l’istruttore”, ovvero cuore in pace fino a cena. 

Così facendo però, come sostiene nel suo bellissimo commento lo scrittore Emanuele Trevi, si toglie uno spunto importante per la  creatività di una mente in formazione: la possibilità di progettare un sogno, un ideale fantastico, un qualcosa che non sia necessariamente pre-costituito da baby-sitter, maestre, allenatori & Co, quelle che l’autore chiama appunto “sterminate miniere della noia”.

Quanti interminabili pomeriggi di disegni, storie inventate, personalissime ricostruzioni  delle favole sono preclusi a questi bambini super-impegnati dalla mattina alla sera. 
Ma Trevi va oltre, nella sua analisi, fornendoci uno spunto più profondo e inatteso, ben espresso in tre semplici righe:
“Ma se non ci annoiassimo, cosa mai avrebbe il tempo di diventare davvero importante per noi? Solo la lentezza e la mancanza di distrazioni acuiscono la sensibilità, aumentano il grado e l'intensità dell'attenzione”.

Ed è proprio di questa “metafisica noia domenicale” che la sottoscritta, adulta vaccinata, sente un po’ la mancanza … 

giovedì 31 gennaio 2013

Tra libri e scatti

Riprendere a scrivere sul blog dopo così tanto tempo è come ricominciare a fare jogging dopo un inverno di immobilità forzata; si cerca di rimettersi in forma gradualmente, iniziando con una camminata veloce ma decisa, per continuare poi con una corsetta leggera.
E questo è più o meno quello che farò anch’io; ricomincio da due semplici segnalazioni, che da un po’ volevo pubblicare (grrr … dannato tempo che passa!).

La prima riguarda una bella iniziativa de La Feltrinelli.it “Un libro in una foto”: si chiede ai lettori social di descrivere attraverso uno scatto il libro del cuore e di pubblicarlo attraverso il proprio profilo Twitter o Instagram attraverso l’hashtag #Feltrigram, interpretando titolo e contenuti in maniera creativa e divertente.
Devo dire che forse il successo di questa campagna non è stato quello sperato (vedi il numero di tweet). 
Possibili cause: promozione carente, complessità dell’operazione (scegli libro – scatta foto – pubblica con hashtag), scarsa affinità lettore – social media? Resta il fatto che alcune delle immagini pubblicate sono davvero originali.

Restando in tema di binomi libri/foto, dopo qualche mese di silenziosa frequenza,   sento l’obbligo di segnalare un blog, che rappresenta, per la sottoscritta, una vera affinità elettiva : Cartaresistente (libri di carta).
Per stessa ammissione dell’autore il progetto tende alla “protezione di una specie in via di estinzione: i libri, ma anche delle persone che li apprezzano chiamati lettori”.
I post scorrono semplici e veloci tra copertine immortalate, biblioteche private, foto rubate, volumi in viaggio, ma anche micro-storie e riflessioni, che ci svelano il personalissimo rapporto che intercorre tra il mondo di Cartaresistente e la lettura.
Vi consiglio di andarlo a visitare: è più facile gustarlo che spiegarlo!   

domenica 25 novembre 2012

Piccolo manifesto dell'arte di inventare

A dir la verità stavo cercando un libro da regalare alla figlia di un’amica, quando casualmente mi sono imbattuta nella "Grammatica della Fantasia", l'unico libro di Gianni Rodari di cui non conoscevo l’esistenza; così, ahimè, ho dimenticato completamente le filastrocche di Piumini da portare in dono, ed ho cominciato a sfogliare quello che, a prima vista, sembra essere il manifesto poetico dello scrittore di Omegna.
In genere non sono una lettrice di saggi, ma in questo caso ho fatto un'eccezione: ho divorato il volumetto nelle due ore e mezza di viaggio su rotaie da Milano a casa, scoprendo un testo straordinariamente scorrevole ed educativo come pochi.

Ma perché consigliare la lettura di un testo sull'arte di inventare storie scritto nel 1973 da un autore di libri per l’infanzia?

- Perché alla fin fine quello che facciamo tutti i giorni è raccontare storie, la storia di un prodotto, di un servizio, dell’organizzazione per cui lavoriamo, cerchiamo di far apprezzare "quel qualcosa" al mercato, ai consumatori, ai nostri interlocutori, ci sforziamo di essere prima di tutto chiari ed efficaci, ma anche e soprattutto innovativi, ed è proprio qui che “l’invenzione per mezzo delle parole” suggerita da Rodari ci viene in aiuto. I trucchi del mestiere che descrive sono eccezionali esercizi di creatività: associazioni casuali di termini, dissacrazione dei luoghi comuni, binomi irreali, stravolgimento dell’abituale finale della storia, ipotesi fantastiche, rielaborazione dei classici, insomma un turbinio di fantasie che ci riportano all’infanzia  e ci ricordano il vero significato della parola “creare”.

- Perché dentro questo libro c’è tutto; da Novalis a Marx da Leopardi a Sant'Agostino è bello sapere che tutti i grandi, prima o poi, si sono confrontati con lo strano mondo dell’immaginario e sul come esso si trasforma in parola: “Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’arte di inventare”; è il “frammento” da cui parte Rodari, con il suo linguaggio semplice ed ironico, per un viaggio nel piacere della lettura e nella gioia dell'invenzione.

- Perché se oltre ad essere comunicatori, pubblicitari, autori della generazione 2.0 o creativi di vario genere, siamo anche genitori, zii, insegnanti, leggere questo libro, che è un piccolo manifesto dell’arte di fantasticare, ci farà sicuramente bene:

“Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all'utopia, all'impegno politico: insomma all'uomo intero, e non solo al fantasticatore (…). 
Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà –fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà – vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione.” 

giovedì 25 ottobre 2012

Guide di stile: la guerra dei termini


Si scrive checkin o ckeck in? Real-time o realtime? “500 partecipanti all'evento” o “Cinquecento partecipanti all'evento”

Dipende.
Almeno così la pensa Hubspot, società specializzata nella realizzazione di marketing software, che lo scorso settembre ha pubblicato la sua nuova Guida di Stile.

Ma cos’è una Guida di Stile?
E’un documento, normalmente redatto all'interno di organizzazioni strutturate, che definisce le principali regole relative alla grammatica, alla sintassi, alla punteggiatura, alla grafia di alcune parole, al fine di garantire l’omogeneità, la correttezza e l’efficacia dei contenuti diffusi sui vari media, sia dai membri dell’organizzazione sia da soggetti esterni (opinion-leader, esperti, partner, etc…).

“The Internet Marketing Written Style Guide” non si sono limita però a mettere a disposizione di tutti uno strumento solitamente ad uso interno, ma spiega con chiarezza come si costruisce, si diffonde e si aggiorna una guida di stile, in pochi semplici passi.

Partendo dal motto: “We’re All Publishers Now”, gli esperti di Hubspot hanno infatti realizzato un ebook gratuito, essenziale (69 pagine appena), ricco di esempi e dalla grafica accattivante, che aiuta autori professionisti o occasionali ad usare in modo consapevole la scrittura su web, email e social network.
La Guida ci conferma, per esempio, che la lettera maiuscola nei titoli attribuiti ad una persona viene usata solo se il titolo stesso si trova immediatamente prima del nome:
“Il Presidente Obama ha lasciato la Studio Ovale” ma “Il presidente tornò nello Studio Ovale per salutare l’ambasciatore”
Oppure che la grafia di organizzazioni o prodotti deve rispecchiare il più possibile il marchio, come Yahoo!, LinkedIn, iPod, YouTube, etc…
O ancora che termini come checkin, login, clickthrough vanno scritti come un’unica parola se utilizzati con funzione di sostantivo o aggettivo.

Sfatiamo subito il mito secondo il quale le guide di stile sono un vezzo (o un’eccessiva complicazione) tutta anglosassone; la produzione italiana è ben nutrita, anche se on-line si trovano più che altro manuali pubblicati da Enti Pubblici sul tema della semplificazione del linguaggio burocratico (come dimostra l’elenco elaborato da Luisa Carrada nel suo sito Il Mestiere di Scrivere).